All posts by Matteo Martin

04 Feb 2022

10 gennaio – 1° febbraio 1929

10 gennaio – 1° febbraio 1929 – Il gen. Ottavio Zoppi volle il grandioso raid sciistico di pattuglie che in condizioni climatiche difficilissime, legò i reggimenti alpini e quelli di artiglieria da montagna, in una impresa unica che suscitò stupore e meraviglia nell’opinione pubblica nazionale ed ammirazione all’estero.

01 Feb 2022

Un Corpo per la gente

 

Gen. Gamba, nel 2022 il Corpo degli Alpini compie 150 anni: quale significato ritiene di dare a questa ricorrenza?

La domanda mi fa pensare che 11 anni dopo l’unità d’Italia, a Napoli, il Re firma il decreto che dà origine alle truppe alpine. Quindi, innanzitutto, Storia nella Storia di un giovane Stato europeo che si è sempre dotato di strumenti organizzativi per tutelare la propria popolazione e il proprio territorio: in tale importante contesto gli alpini, da subito (terremoto di Messina del 1908…) e le Truppe Alpine dell’Esercito, adesso (lotta alla pandemia) hanno sempre dato prova di essere all’altezza in ogni emergenza. Per farlo gli alpini, come componente dell’Esercito, hanno sempre dimostrato di essere pronti a sostenere la difesa del Paese e a fornire supporto alle attività di stabilizzazione e gestione delle crisi a livello globale, come anche oggi stanno facendo in diversi continenti.

Dalle compagnie chiamate nel 1872 a difendere le “loro” vallate siamo passati a uno strumento militare più evoluto. Gli scenari di impiego sono diventati più complessi, ma quanto conta ancora il Dna di truppe da montagna?

L’ambiente montano forma e modella l’alpino come uomo, come soldato e comandante. Fin da giovani ci viene ripetuto che “la montagna è scuola di vita”: chi fa l’alpino deve imparare dalla vita in montagna, conoscere tale ambiente e trarne ogni giorno insegnamenti per far meglio come uomo, soldato e comandante. Anche se oggi non siamo più chiamati a difendere le nostre vallate, recenti attività operative in luoghi simili in continenti lontani hanno dimostrato che quanto imparato da alpino è stato fedelmente messo in pratica anche a supporto di altre popolazioni.

Molti non sanno che gli alpini si addestrano per svolgere, oltre ai compiti militari, una serie di servizi molto importanti per la comunità, quotidianamente e nelle emergenze. Può farci alcuni esempi?

Questo è il punto di forza degli alpini e dell’Esercito: addestrarsi ogni giorno per assolvere a precisi compiti assegnati per legge ed essere pronti, rapidamente, a intervenire nelle emergenze, dove fanno premio tempestività e organizzazione. Questa forma mentis e questo modus operandi sono trasmessi come punti di forza ai giovani, sia a quanti hanno svolto il servizio in precedenza e ora operano da volontari all’interno delle associazioni d’Arma, sia per gli alpini in servizio, alcuni dei quali si dedicano anche a forme di volontariato a favore della popolazione. Mi riferisco chiaramente all’Associazione Nazionale Alpini con cui si è creato un eccellente rapporto tra alpini in servizio e in congedo, per essere tempestivi ed efficaci nelle emergenze. In proposito, la Vardirex (Various Disaster Relief Exercise) rappresenta una continua forma di collaborazione addestrativa, per reagire sempre meglio nelle emergenze a favore della popolazione e dove l’Esercito è chiamato a concorrere alle attività degli organismi preposti.

Il Corpo degli Alpini può contare su quel formidabile serbatoio di valori, consenso e supporto che è l’Ana: come percepisce e valuta il rapporto tra penne nere in servizio e in congedo e può indicarci i principali modi di interazione?

Non voglio essere “partigiano” nell’esaltare quanto l’Associazione Nazionale Alpini fa e produce, ma è un’autentica fortuna operare a fianco di una struttura fortemente e disciplinarmente organizzata, in cui sono riconosciuti come parametri di riferimento competenza e professionalità. Non esagero quando parlo di modello strutturale di volontariato e, con il vostro Presidente e amico Sebastiano Favero, credo fortemente che l’Ana vada ancor più valorizzata come insieme di italiani legati moralmente e materialmente a valori e tradizioni trasmessi nel tempo da altri italiani “andati avanti” lasciando come eredità, appunto, un modello di produttività e operatività a favore del Paese, che tutti abbiamo il dovere di continuare a migliorare.

pubblicato su L’Alpino, gennaio 2022

21 Gen 2022

Conferenza a Torino per il 150° del Corpo degli Alpini

Nella sede della Scuola di applicazione dell’Esercito, a Torino, si è aperto il ciclo di eventi dedicati alla celebrazione del 150° anniversario del Corpo degli Alpini. La conferenza intitolata “Diventare Alpini nell’Esercito Italiano: linee evolutive” è stata presentata da Mauro Azzi del Centro Studi Ana.

Prima dell’inizio della conferenza il gen. C.A. Pietro Serino, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha salutato con un videomessaggio gli alpini in servizio e in congedo, mentre gli onori di casa sono stati portati dal comandante della Scuola di formazione, gen. D. Mauro D’Ubaldi.

Quindi gli interventi del comandante delle Truppe Alpine, gen. C.A. Ignazio Gamba e del Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero. L’introduzione è stata affidata al gen. B. Fulvio Poli che ha raccontato come sono nati gli alpini. Gianni Oliva, giornalista e scrittore, ha parlato di “Alpini e società”, soffermandosi sul reclutamento regionale delle truppe alpine che ha impresso la caratteristica unica nel suo genere di soldati e uomini della montagna. Il prof. Nicola Labanca dell’Università di Siena ha trattato il tema legato al reclutamento territoriale: una specialità e le sue evoluzioni, mentre il ten. col. Mario Renna ha parlato come “Alpini si nasce e di diventa”.

I prossimi appuntamenti del ciclo di conferenze il cui tema è “Alpini 1872/2022: le Truppe da montagna custodi della memoria, esempio di solidarietà”, organizzato da Ana e Comando Truppe Alpine in sinergia col Centro interuniversitario di studi e ricerche storico–militari si terranno l’11 marzo a Trento, l’8 aprile a Brescia, il 3 giugno a Vicenza, il 1° luglio a Udine e il 30 settembre a Teramo.

14 Gen 2022

Torino apre il ciclo di eventi dedicato al 150° del Corpo degli Alpini

Venerdì 21 gennaio, alle ore 10:30, nella sede della Scuola di applicazione dell’Esercito, in via Arsenale 22, a Torino, si aprirà il ciclo di eventi del “150° del Corpo degli Alpini” con la conferenza “Diventare Alpini nell’Esercito Italiano: linee evolutive”. L’appuntamento culturale verrà presentato e moderato da Mauro Azzi del Centro Studi ANA.

L’introduzione è affidata al gen. B. Fulvio Poli; relatori saranno Gianni Oliva (“Alpini e società”), Nicola Labanca (“Il reclutamento territoriale: una specialità e le sue evoluzioni”) ed il ten. col. Mario Renna (“Alpini si nasce e di diventa”).

L’appuntamento di Torino è il primo di una serie di conferenze il cui tema è “Alpini 1872/2022: le Truppe da montagna custodi della memoria, esempio di solidarietà”, ciclo organizzato da Ana e Comando Truppe Alpine dell’Esercito in sinergia col Centro interuniversitario di studi e ricerche storico–militari. Le altre tappe del ciclo saranno a Trento (in marzo), Brescia (aprile), Vicenza (giugno), Udine (luglio) e Teramo (settembre).

La conferenza di Torino è ad ingresso contingentato e ad inviti. Sarà possibile seguire la diretta streaming su questo sito e su www.ana.it